Di solito l’arrocco è considerato una mossa di sicurezza: il re va verso l’angolo e una torre si avvicina al centro. Negli esercizi sull’arrocco è qualcosa di più. Qui arroccare è la risposta giusta perché porta in gioco una torre guadagnando un tempo, dà scacco, schiva una tattica o addirittura dà matto. Visto che è l’unica mossa degli scacchi in cui si muovono due pezzi insieme, è facile trascurarla quando calcoli.
Le regole che contano
Per arroccare devono verificarsi tutte queste condizioni:
- Né il re né la torre con cui arrocchi si sono già mossi durante la partita.
- Tutte le case tra il re e quella torre sono libere.
- Il re non è sotto scacco.
- Il re non attraversa una casa attaccata da un pezzo nemico e non arriva su una casa attaccata.
Il re si sposta di due case verso la torre, e la torre salta sulla casa che il re ha attraversato. L’arrocco corto (O-O) porta il re bianco in g1 e la torre in f1; l’arrocco lungo (O-O-O) porta il re in c1 e la torre in d1. Il Nero arrocca allo stesso modo sull’ottava traversa.
Alcuni dettagli tornano spesso negli esercizi. La torre stessa può essere attaccata quando arrocchi. Nell’arrocco lungo la torre può anche attraversare una casa attaccata, perché conta solo il percorso del re: con un alfiere nemico che colpisce b1, il Bianco può comunque arroccare lungo purché d1 e c1 siano sicure. E il diritto di arroccare si perde per sempre appena il re si muove, anche se poi torna sulla sua casa di partenza.
L’arrocco come arma tattica
La chiave è la nuova casa della torre. Dopo O-O-O la torre arriva in d1 e può subito dare scacco a un re sulla colonna d, inchiodare un pezzo o attaccare un pezzo rimasto indifeso su quella colonna. Dopo O-O la torre in f1 può colpire lungo la colonna f. Quando il re o la donna dell’avversario si trovano su quella colonna senza nulla in mezzo, l’arrocco può dare scacco o vincere materiale dal nulla.
L’arrocco può anche essere la risposta a una minaccia. Se un cavallo sta per fare forchetta al tuo re e alla tua torre, o un’inchiodatura sulla colonna e sta per costarti un pezzo, l’arrocco può risolvere entrambi i problemi in un colpo solo: il re lascia la zona di pericolo e una torre entra in gioco.
Ogni tanto l’arrocco dà matto: la torre arriva sulla sua nuova casa con scacco e il re nemico non ha vie d’uscita. È raro, ed è proprio questo che lo rende un esercizio così soddisfacente da risolvere.
Indizi da tenere d’occhio
- Il tuo re e una delle tue torri sono ancora sulle case di partenza, con le case in mezzo libere.
- Il re o la donna avversari si trovano sulla colonna in cui arriverebbe la tua torre.
- Il tuo re è bloccato al centro e rischia un’inchiodatura, una forchetta o un attacco di scoperta.
- Pezzi nemici puntano case vicine al tuo re, e devi controllare se l’arrocco è ancora legale.
Errori comuni
Il più grande è semplicemente non considerare l’arrocco tra le mosse candidate. Chi risolve passa in rassegna scacchi e catture con i pezzi e dimentica che anche l’arrocco può dare scacco. Il secondo è sbagliare sulla legalità, per esempio pensare di non poter arroccare lungo perché b1 è attaccata, o pensare di poter arroccare per uscire da uno scacco. Il terzo è arroccare andando incontro all’attacco, dove la nuova posizione del re è ancora più esposta della precedente.
Consigli
Aggiungi l’arrocco alle mosse candidate ogni volta che ne hai ancora il diritto. Visualizza la torre sulla sua nuova casa e chiediti cosa attacca da lì. Prima di sceglierlo, ripassa velocemente le quattro regole: in questi esercizi un piccolo dettaglio regolamentare a volte è proprio il nocciolo della questione. E quando l’arrocco si rivela la soluzione, nota cosa lo ha reso forte, che sia la nuova colonna della torre, la fuga del re o entrambe le cose, così riconoscerai lo schema nelle tue partite.











