Zugzwang: quando il problema è dover muovere

Ogni mossa peggiora le cose. Impara a mettere l'avversario in questa situazione e a evitarla tu.

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Negli scacchi non puoi passare. Quasi sempre è un vantaggio, perché avere il tratto ti permette di migliorare la posizione. Ma in certe posizioni ogni mossa legale peggiora le cose. Chi deve muovere vorrebbe saltare il turno e non può. Questa situazione si chiama zugzwang, dal tedesco “obbligo di muovere”.

Lo zugzwang è soprattutto un’arma da finale, quando ci sono pochi pezzi e ogni tempo conta. Compare anche nel mediogioco, quando una parte è così legata che ogni pezzo svolge un compito essenziale e nessuno può muoversi senza lasciar andare qualcosa.

Un piccolo esempio

Ecco un semplice finale di re e pedoni. Il Bianco ha il re in c6 e un pedone in d5. Il Nero ha il re in e5 e un pedone in d6. I due pedoni si bloccano a vicenda. Ogni re attacca il pedone avversario e difende il proprio.

Ora guarda cosa succede a chi deve muovere:

  • Se tocca al Bianco, il re deve lasciare c6. L’unica casa da cui proteggerebbe ancora d5 è c5, ma è controllata dal pedone nero in d6. Qualsiasi altra mossa di re abbandona il pedone e il Nero gioca Rxd5.
  • Se tocca al Nero, succede la stessa cosa a parti invertite. Il re non può restare accanto a d6 senza andare in e6, che è controllata dal pedone bianco. Il Nero deve mollare e il Bianco gioca Rxd6.

Nessuno dei due vuole muovere. Si chiama zugzwang reciproco, e in posizioni come questa chi ha il tratto di solito perde il pedone e spesso la partita.

Come riconoscere lo zugzwang

  • Restano pochi pezzi e la posizione è bloccata, o quasi.
  • Ogni pezzo dell’avversario ha esattamente un compito utile: proteggere un pedone, bloccare un pedone passato, coprire una casa di matto.
  • L’avversario ha pochissime mosse legali e puoi contarle.
  • Non riesci a sfondare con la forza, ma ti accorgi che, se toccasse a lui, dovrebbe cedere qualcosa.
  • Un finale di re e pedoni in cui i re si fronteggiano con una casa in mezzo (l’opposizione).

Errori tipici

Non chiedersi “a chi tocca?”. Negli zugzwang, la stessa posizione può essere vinta o persa a seconda di chi ha il tratto. Calcola tenendolo sempre presente.

Dimenticare le mosse di riserva dei pedoni. Un solo pedone che può ancora avanzare può rompere uno zugzwang, perché regala al suo proprietario una mossa innocua. Conta i tempi di riserva di entrambe le parti.

Voler forzare troppo in fretta. A volte il piano vincente non è un attacco diretto ma una mossa d’attesa che rimette il tratto all’avversario.

Non vedere lo stallo. Se all’avversario restano solo mosse di re e tu gliele togli tutte, potrebbe essere stallo e non zugzwang. Assicurati che abbia ancora una mossa legale, per quanto pessima.

Come usare lo zugzwang nelle tue partite

  1. Impara a “perdere un tempo”. In molti finali vinci manovrando il re o un pezzo in modo da ritrovare la stessa posizione, ma con l’avversario al tratto. La triangolazione del re è il modo classico per farlo.
  2. Restringi prima di attaccare. Togli all’avversario le mosse utili una alla volta. Quando gli restano solo mosse cattive, dovrà giocarne una.
  3. Conta i tempi con cura. Nei finali di pedoni annota (o immagina) quante mosse di riserva ha ciascuna parte. Spesso vince chi ne ha una in più.

Gli esercizi sullo zugzwang allenano un modo diverso di pensare. Invece di “cosa posso fare io?”, la domanda diventa “cosa non può permettersi di fare il mio avversario?”

Puzzle di esempio

Prima provaci tu. Quando te la senti, apri la soluzione e scorrila mossa dopo mossa.

Puzzle 1

Trova la continuazione migliore (2 mosse) Tratto al Nero Punteggio 1060
Mostra soluzione

Soluzione

  1. 48…
  2. 49.

Puzzle 2

Trova la continuazione migliore (2 mosse) Tratto al Nero Punteggio 1469
Mostra soluzione

Soluzione

  1. 47…
  2. 48.

Puzzle 3

Trova la continuazione migliore (3 mosse) Tratto al Bianco Punteggio 1589
Mostra soluzione

Soluzione

  1. 39.
  2. 40.
  3. 41.

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